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Meeting with Siae, the Italian collecting societyMeeting SIAE associazioni: dj Licenza sperimentale copie/lavoro

Il 21 maggio 2008 a Roma si è tenuto presso la Direzione Generale della Siae il primo incontro con le associazioni maggiormente rappresentative della categoria dei dj per discutere la bozza della nuova licenza sperimentale proposta dalla Siae per la copia ad uso lavoro del dj.

Era presente una delegazione dell’A-DJ (Associazione DJ) composta da:

  • Avv. Deborah De Angelis (Presidente A-DJ)
  • Claudio Coccoluto (Presidente Onorario A-DJ)
  • Piero Fidelfatti (Vice Presidente A-DJ)
  • Avv. Marco Grasselli (Comitato Scientifico A-DJ)
  • Maurizio Clemente (Associato Fondatore A-DJ)

La licenza sperimentale autorizza il DJ a suonare legittimamente le copie dei supporti originali o dei file musicali di cui lo stesso sia legittimo titolare (ossia devono avere una provenienza legale). Per rendere operativa la licenza in oggetto la Siae ha implementato un sistema di gestione on line del repertorio di opere musicali oggetto di riproduzione ai fini della copia ad uso lavoro.

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1 risposta su “Meeting with Siae, the Italian collecting societyMeeting SIAE associazioni: dj Licenza sperimentale copie/lavoro”

Questi sono i miei rilievi su questa impostazione di licenza che ho già scritto anche nella mailing list di Creative Commons. Spero vivamente che ci si renda conto quanto sia sbagliata questa impostazione che favorisce solo i disonesti, ma che soprattutto equipara gli onesti ai disonesti:

Poniamo che io voglia creare 2000 copie digitalizzate di miei vinili anni ’70 ed ’80 e voglia usufruire di questa licenza.
La Siae farà un database degli stessi brani, ma chi controlla che io sia veramente proprietario di quei vinili? Andiamo tutti all’ufficio siae di zona a farglieli vedere? E chi mi vieta di prestare i miei vinili ad un altro dj per registrare gli stessi il giorno dopo? Gli uffici Siae mi marchiano i vinili dichiarati? O piuttosto basterà (pagando ovviamente la Siae per questa bella licenza) inviare una lista dei titoli che io dichiaro che sono copie di supporti originali? A questo punto mi conviene passare ore, giorni, settimane a digitalizzare 2000 vinili o magari trovarli su emule e poi inserirli in lista?
E questo aiuterebbe a combattere il fenomeno del file sharing? O piuttosto è una sanatoria-condono in cui ci guadagnano solo i dj disonesti e quelli che comprano musica legale vengono equiparati a quelli che non comprano musica? Questa “licenza” non somiglia tanto al famoso “equo compenso” applicato su cd-dvd vergini e sugli hard disk?
Ebbene sì, siamo tutti pirati: mi permetto sommessamente di dissentire….
Ed in tutto questo discorso rimangono fuori quelli che sono destinati a diventare (anzi, lo sono già, ma non si può dire) lo strumento principale utilizzato dai dj nel loro lavoro, i files digitali acquistati legalmente.

Trovo veramente singolare fare questa sanguinosa battaglia sul bollino salvo poi disinteressarsene (pagando ovviamente per questo tipo di licenza) vista l’impossibilità materiale di verificare l’effettivo possesso dei supporti originali (perché di verifica di proprietà non si può certo parlare, altrimenti trasformiamo la musica in bene mobile registrato: capito dove andiamo a parare?!?!), accettando di fatto che un dj abbia un certo numero di files-cd, qualunque sia la provenienza.
Intanto però, secondo la lettera della legge sul diritto d’autore, chi compra files digitali non può spostarli, nello stesso identico formato, nelle varie memorie di massa disponibili sul mercato, ma deve lasciarli sulla memoria di massa dove è stato scaricato originariamente. E qui non parlo di farne una copia, di usare un solo singolo file.
Come dire, basta paghi ed hai più diritti di chi compra musica legale.
Mi auguro almeno che i proventi di questa licenza vada solo ed esclusivamente agli autori dei pezzi che verranno dichiarati in copia dai dj, spero che chi ha studiato questa licenza si sia ricordato di questo. Sarebbe veramente comico che invece quanto riscosso andasse dove va a finire ancora oggi…
Nel frattempo siamo ancora a combattere con un borderò da compilare a penna (e guai a fare un errore) mentre c’è chi può generare in qualsiasi momento un report non modificabile dei pezzi realmente passati in serata indicando giorno, ora, minuto e secondo di esecuzione, non che i minuti ed i secondi di durata dell’esecuzione.
Ma questa si sa è fantascienza…. o forse ignoranza….
Ma noi vogliamo ancora vedere il dj che usa i vinili e che al massimo masterizza i suoi pezzi da suonare su vecchi CDJ-100 e che scrivono sul borderò con una lampada a pila in bocca i pezzi passati, che quasi mai corrispondono a verità. Vogliamo fare qualcosa di diverso?
Inoltre se la Siae si sentisse soddisfatta delle sue pretese immagino che la SCF voglia la ovviamente la sua parte, qualcuno mica vorrà credere che la SCF sia soddisfatta semplicemente con gli accordi stipulati dalla stessa con i vari sindacati dei locali d’intrattenimento. Quindi l’eventuale accordo con la Siae in realtà non garantisce il libero uso delle copie uso lavoro per dj.

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